Essere medico ha un significato diverso da svolgere un lavoro. Abbiamo “giurato”, abbiamo un codice deontologico che ci guida, abbiamo la legge.

È di pochi giorni fa la notizia dell’irruzione all’alba e della perquisizione informatica nel reparto di Malattie Infettive dell’ Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna . Sei Colleghi risultano indagati dalla Procura di Ravenna , come riportato daglii organi di stampa. La questione, di grande rilievo politico ed istituzionale oltre che mediatico, riguarda le certificazioni mediche necessarie per stabilire l’idoneità di cittadini extracomunitari irregolari a essere ospitati nei Centri di permanenza per i rimpatri (CPR ) e successivo rimpatrio. Queste devono attestare l’assenza di patologie incompatibili con la detenzione amministrativa o con il viaggio aereo per il rientro nel Paese di provenienza , incluse malattie infettive che potrebbero impedire l’imbarco per rischio di contagio,oltre a condizioni psichiatriche o cliniche che potrebbero rendere rischioso il trasferimento. In risposta la dichiarazione congiunta degli OmceO dell’Emilia-Romagna( Ravenna, Rimini, Forlì Cesena) ricorda che la Professione medica si fonda su valori irrinunciabili : tutela della salute, rispetto della dignità della persona, equità, indipendenza, responsabilità. Il medico si prende cura , non seleziona , non giudica : le persone sono assistite senza discriminazione di sesso, età, religione , orientamento politico, condizione sociale, provenienza..Il rilascio di certificazioni sanitarie ( art. 24 del Codice di deontologia medica) impone al medico l’obbligo di rilasciare certificazioni sanitarie veritiere, precise e diligenti, basate su rilievi clinici diretti o documentati. Nel caso della certificazione per la valutazione di idoneità al trattenimento nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) la visita è comprensica di anamnesi, valutazione delle condizioni fisiche psichiche : patologie acute o croniche, disturbi psichiatrici, condizioni di vulnerabilità, traumi o fragilità che possano essere incompatibili con il trattenimento. Il medico non “autorizza” il trattenimento o meno : attesta esclusivamente se, in base alle condizioni cliniche rilevate al momento della visita, sussistano o meno elementi di incompatibilità sanitaria. Il parere clinico è circoscritto all’ambito sanitario, e non può né deve diventare un avallo di scelte amministrative che esulano dalle competenze mediche. Strumentalizzare l’atto medico per attribuirgli una funzione di garanzia dell’ordine pubblico o di giustificazione politica significa snaturarne il senso e compromettere l’autonomia e la responsabilità professionale

Difendere questa distinzione significa tutelare sia l’etica della professione sia i diritti fondamentali delle persone assistite.

Tutto questo nella dichiarazione degli Ordini della Romagna.

Anche il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici e Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli si è espresso : “ Rispondiamo con le parole del nostro Codice deontologico. Doveri del medico sono la tutela della vita, della salute psico-fisica, il trattamento del dolore e il sollievo della sofferenza, nel rispetto della libertà e della dignità della persona, senza discriminazione alcuna, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera”. E ancora : “ L’esercizio professionale del medico è fondato sui principi di libertà, indipendenza, autonomia e responsabilità. Questi sono i nostri doveri, questa è la nostra professione.

Non possiamo non essere solidali con questi Colleghi, che hanno subito il trauma della perquisizione alle prime luci dell’alba; che hanno visto interrompere la loro attività lavorativa, la loro vita familiare, per rendersi disponibili. E che sono ora indagati a motivo dell’assistenza prestata attraverso una visita medica e la relativa certificazione. Ad essere messa in discussione è la loro professionalità, la loro dignità e il loro operato di medici. Allo stesso modo condividiamo la presa di posizione unitaria degli Ordini dell’Emilia-Romagna, che hanno fatto sentire forte la loro voce a difesa dell’autonomia dell’atto medico. Utilizzare i medici come strumenti di controllo dell’ordine pubblico è un errore: è contrario al nostro ordinamento, è contrario alla nostra deontologia. Soprattutto, non è funzionale a garantire quel diritto fondamentale alla tutela della Salute che la nostra Carta Costituzionale pone in capo a ogni individuo, per il solo fatto di essere persona umana. Il controllo della sicurezza lasciamolo alle Forze dell’Ordine. Ai medici, che raccolgono la fiducia dell’86% degli italiani, affidiamo la cura delle persone”.

La SIMM, Società Italiana Medicina delle Migrazioni ha richiamato alcuni principi cardine della professione medica e della Costituzione nel documento diffuso: “ Appello urgente: la cura non è un reato”, che si rivolge ai Presidenti degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri e al Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, alle Società Scientifiche e alle Associazioni di

soccorso e cura delle persone migranti,

nonché all’opinione pubblica: “ Se la cura diventa un reato, la democrazia stessa è in pericolo”.

Nel documento si ricorda inoltre che la valutazione clinica di inidoneità al trasferimento in un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), prevista dall’art. 3 della Direttiva del Ministero dell’Interno del 19/05/2022, si fonda su competenze professionali, dati clinici e criteri scientifici. Si richiama anche l’Articolo 32 del Codice di Deontologia Medica (Doveri del medico nei confronti dei soggetti fragili) che afferma : “Il medico tutela il minore, la vittima di qualsiasi abuso o violenza e la persona in condizioni di vulnerabilità o fragilità psico-fisica, sociale o civile ,in particolare quando ritiene che l’ambiente in cui vive non sia idoneo a proteggere la sua salute, la dignità e la qualità di vita.”

N.Comper

 

La cura non è un reato

I controlli sulla sicurezza alle Forze dell'Oridne, ai medici la cura delle persone

Nota unitaria degli OMCeO dell'Emilia Romagna

CPR d'Italia

Direttiva 19 maggio 2022

Codice di Deontologia Medica

Costituzione

La FNOMCeO accoglie l'appello della SIMM sui CPR e diritto alla salute