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Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Trento

Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Trento

Pagina ufficiale dell'OMCeO della provincia di Trento

VAIOLO delle SCIMMIE. Cosa sappiamo ora.La notizia della diffusione in Paesi europei e nordamericani della malattia infettiva "Vaiolo delle scimmie" sta invadendo lo scenario mediatico. Al momento siamo a 188 casi segnalati di vaiolo in 15 Paesi di cui 106 confermati. Fra di essi una sola donna.La fascia d'età colpita al momento è quella 20- 40 anni. La malattia e causata dal virus MPXV (MonkeyPoXVirus ), così chiamato perché identificato originariamente nelle scimmie,ma che riconosce anche molti altri serbatoi animali(soprattutto rodotori).Non è un virus nuovo , è noto da decenni per aver causato più volte epidemie umane, soprattutto in Africa centrale, forse a seguito della cessazione della vaccinazione per il vaiolo nel 1980, e dell'invasione crescente da parte dell'uomo degli habitat degli animali portatori del virus .La trasmissione all'uomo avviene occasionalmente, per esposizione a serbatoi animali, ma è possibile anche la trasmissione interumana per contatto diretto con fluidi corporei, come sangue, goccioline respiratorie, saliva, essudato di lesioni cutanee e croste, ed anche per contatto con oggetti contaminati quali lenzuola,vestiti, biancheria,,asciugamani, ecc.Non si può definire come una malattia a trasmissione sessuale o che riguarda in particolare gli omosessuali : al momento sappiamo che riguarda i contatti stretti , e quindi anche quelli sessuali.La diagnosi di vaiolo delle scimmie nell'uomo è prevalentemente clinica, in base alla valutazione dei sintomi : febbre,cefalea,dolori muscolari, ingrossamento dei linfonodi, eruzione di pustole cutanee , ulcerazioni orali e genitali.In genere la malattia si risolve in 1-2 settimane con adeguato riposo e senza terapie specifiche.La letalità ,a seconda del ceppo virale coinvolto, nelle varie epidemie africane è stata misurata fra l' 1 e il 3%, con punte del 10% -20%. Negli studi condotti nei paesi africani è stato osservato che la malattia dovuta al ceppo diffuso in Africa occidentale, che è quello finora rilevato nei casi segnalati in Europa, ha un tasso di mortalità di circa il 3,6%. La malattia può essere più grave nei bambini e negli individui immunocompromessi.Ora disponiamo dei primi genomi virali sequenziati : mostrano grande somiglianza con i virus meno patogenici dell'Africa occidentale, come quello del virus che si propagò in Nigeria nel 2018 : una buona notizia, anche se preliminare.Non sono noti per ora casi al di sopra di 55 anni di età :questa distribuzione è coerente con una diffusa immunità nella popolazione, dovuta alla vaccinazione contro il vaiolo umano, sospesa in Italia dal 1977 e abolita nel 1981.I vaccini contro il vaiolo originali non sono più disponibili, ma ne sono stati prodotti di più recenti per proteggere operatori sanitari e tecnici di laboratorio dalla potenziale esposizione professionale.Sono disponibili farmaci antivirali attivi contro il vaiolo delle scimmie in vitro e nei modelli sperimentali. Tuttavia nessuno di questi farmaci è stato studiato o utilizzato in aree endemiche per trattare questa malattia.Questo è tutto quello che sappiamo ad oggi.Niente allarme ma grande attenzione. www.quotidianosanita.it/m/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=104890www.fanpage.it/esteri/loms-annuncia-vaiolo-delle-scimmie-in-11-paesi-nel-mondo-80-casi-confermati...www.nbst.it/1373-monkeypox-vaiolo-delle-scimmie-cosa-dicono-istituzioni-italiane-internazionali.htmlwww.elcorreo.com/sociedad/sucesos/madrid-identifica-sauna-20220520141504-video.htmlwww.ospedalebambinogesu.it/vaiolo-delle-scimmie-tutto-quello-che-c-e-da-sapere-140787/www.ilfoglio.it/salute/2022/05/21/news/vaiolo-delle-scimmie-perche-e-presto-per-parlare-di-epidem...www.iss.it/web/guest/primo-piano/-/asset_publisher/3f4alMwzN1Z7/content/id/7088913www.msdmanuals.com/it-it/professionale/malattie-infettive/pox-virus/vaiolo-delle-scimmie-monkeypoxwww.quotidiano.net/cronaca/vaiolo-delle-scimmie-covid-1.7697054www.ncbi.nlm.nih.gov/nuccore?term=ON563414Ilwww.msdmanuals.com/it-it/professionale/malattie-infettive/pox-virus/vaiolo-delle-scimmie-monkeypoxwww.msdmanuals.com/it-it/casa/infezioni/poxvirus/vaiolo-delle-scimmiewww.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2022/05/20/anelli-non-ce-allarme-ma-giovani-no...dottoremaeveroche.it/dobbiamo-preoccuparci-del-vaiolo-delle-scimmie/dottoremaeveroche.it/dobbiamo-preoccuparci-del-vaiolo-delle-scimmie/ ... See MoreSee Less
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PRONTO SOCCORSO : è EMERGENZA.Secondo la SIMEU ( Società Italiana di Medicina d'emergenza -urgenza) in Italia attualmente mancano circa 5.000 medici nei Pronto Soccorso. I concorsi per il PS vanno deserti in tutte le Regioni , metà delle borse di studio per la specializzazione di emergenza- urgenza non sono state assegnate per il 2021/22, e la scuola di specialità in emergenza- urgenza registra abbandoni in crescita di anno in anno . È un fenomeno grave l'abbandono del PS a fronte di un disagio profondo e condizioni di vita e lavoro ormai insopportabili. Sarebbero circa 600 i medici dell’emergenza e urgenza che nel 2022 hanno già scelto di dimettersi. Da oltre un decennio è stato dato l'allarme , assieme a proposte da parte di sindacati e società scientifiche , largamente inascoltati.Il problema è complesso e riguarda l'organizzazione di tutto il sistema sanitario, sia ospedaliero che del territorio, attualmente non strutturato in modo da poter rispondere alle esigenze di urgenza o pseudourgenza dei cittadini, , se è vero che quasi il 70% degli accessi in PS viene codificato come codice bianco o verde, cioè gestibile sul territorio. La progressiva sottrazione negli anni di risorse umane ed economiche alla Sanità Pubblica ha lasciato a molti pazienti come unica porta aperta quella del PS , e gli ospedali sono diventati ammortizzatori sociali in un Paese che è ai margini dell’Europa come numero di posti letto per mille abitanti ( 3,1 posti letto ogni mille abitanti contro una media europea di 5,3 , e con la Germania a 8).Attualmente troppo spesso nei PS i giovani medici si trovano ad affrontare da soli un numero elevato di accessi, senza il confronto con altri Colleghi , senza il lavoro d'equipe , esposti maggiormente a possibilità d'errore e soprattutto a contenziosi medico- legali, e spesso senza riscontro dell'esito : condizioni che non favoriscono la crescita professionale, nè lo svolgimento sereno benché impegnativo del proprio lavoro .Alla carenza di medici dell'urgenza si risponde con appalti a società esterne,cooperative ,che assicurano la copertura dei turni da parte di un medico, a prescindere da capacità, esperienza, specializzazione: medici in "affitto", spesso neolaureati e non formati adeguatamente.Per uscire da questa crisi , servono innanzitutto investimenti, per adeguare gli organici sia in PS che nei reparti, per aumentare i posti letto ordinari, soprattutto per le specialità mediche. Bisogna creare le condizioni per rendere desiderabile il lavoro del medico, nel PS e nelle corsie : ridurre il disagio, assicurare il giusto riposo e recupero psico-fisico, il tempo per la formazione e aggiornamento, aumentare le retribuzioni,garantire serenità e sicurezza sullavoro, associare la formazione dei medici specializzandi degli ultimi anni a una attività lavorativa retribuita adeguatamente.È il momento di investire sul personale ,non solo sulle strutture come prevede il PNNR.Anche in Trentino la Sanità Pubblica è in difficoltà, sono in sofferenza reparti, ospedali periferici , il Pronto Soccorso di Trento, e il ricorso a prestazioni mediche a gettone è una pratica ormai consolidata . L'Azienda sanitaria ha annunciato anche la possibilità di esternalizzare parte del servizio di pronto soccorso (codici bianchi, verdi e azzurri) alle cooperative.Il Presidente dell'Ordine Dr.M .Ioppi è intervenuto più volte al riguardo , critico sempre verso queste soluzioni "tampone" ,che invece diventano prassi. Servono investimenti ,una diversa "politica" per il personale, e una visione lungimirante.www.quotidianosanita.it/m/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=104757www.ildolomiti.it/cronaca/2022/la-sanita-trentina-rischia-di-collassare-e-allarme-sempre-piu-repa...www.glonaabot.it/articoli-correlati/ioppi-le-cooperative-al-pronto-soccorso-a-rischio-la-qualita-...www.quotidianosanita.it/m/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=104643portale.fnomceo.it/anelli-fnomceo-su-cardarelli-servono-interventi-urgenti-e-straordinari-per-col...www.ladige.it/cronaca/2022/05/05/pronto-soccorso-di-valle-mancano-medici-l-asl-fa-una-nuova-selez...www.msdsalute.it/approfondimenti/notizie/sanita-allarme-pronto-soccorso-e-118-mancano-4mila-medic...lm.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.quotidianosanita.it%2Fm%2Flavoro-e-professioni%2Fartico... Thttps://www.quotidianosanita.it/m/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=104643 ... See MoreSee Less
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"Margini di errore ", di Daniele Coen. Una lettura importante, per medici e pazienti , per meditare ed affrontare l'errore medico. L' Autore è un medico noto ed esperto in medicina d'urgenza, che ha diretto anche il Pronto Soccorso di un grande ospedale, il Niguarda a Milano.L'argomento trattato è quello complesso e spinoso dell'errore medico : perché si sbaglia? Risponde attraverso l'analisi di casi clinici, storie di tanti pazienti, vissute in prima persona o da colleghi. Si sbaglia per difetto di comunicazione fra medico e paziente o familiari, o fra operatori sanitari, per carenze organizzative e strutturali, per eccesso di fiducia nelle proprie capacità o negli esami, per carenza di formazione specifica o aggiornamento, per banalizzazione, per stanchezza e perdita di lucidità, per applicazione acritica di protocolli, per preoccupazioni medico legali (medicina difensiva), per un insieme di coincidenze che talvolta sembrano congiurare per condurre dritto dritto al'errore. La Medicina è fallibile e il medico è fallibile, anche il più coscienzioso. Il riconoscimento e l'ammissione, non facile, dell'errore è la soluzione per non ripeterlo e per imparare. Il medico deve poter ammettere l'errore portandolo alla discussione fra colleghi, all'interno di momenti strutturati di confronto, organizzati negli ospedali (risk management ), nell'ottica di una cultura dell'errore che superi il concetto di colpevolizzazione. E non solo: la Medicina non è una scienza esatta e le decisioni mediche hanno un carattere probabilistico. Solo condividendo coi pazienti questa consapevolezza sarà possibile scegliere insieme e ragionare sull'errore medico. ... See MoreSee Less
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A noi che continuiamo a lavorare con lo stesso impegno e passione di sempre.Di seguito il video dell'Omceo di Catania in occasione della festa dei lavoratori,1 maggio 2022.Oggi ricordiamo che i diritti dei lavoratori sono anche quelli dei medici , operatori strategici nel garantire ai cittadini alcuni diritti essenziali, come quello alla vita e alla salute. Ma i medici e gli operatori sanitari subiscono negli ospedali e sul territorio le conseguenze dei tagli alla sanità, che per loro si sono tradotte fra l'altro in turni di lavoro massacranti e nel mancato diritto al giusto riposo ,come ha sottolineato il Presidente Fnomceo, troppo spesso incerti per il loro futuro e trattati come prestatori d'opera "occasionali".L'emergenza Covid li ha investiti impadronendosi anche della la loro vita privata e mettendone gravemente a repentaglio la salute , e ancora oggi li tiene sotto pressione con i numeri alti dei contagi e la mole di prestazioni accumulate durante questi due anni , lavoro arretrato da smaltire con gli stessi organici in sofferenza.Ricordiamo i Medici, gli Infermieri e tutti gli Operatori Sanitari che hanno perso la vita nel corso della pandemia.Al senso del dovere di tutti sia dedicata questa festa. ... See MoreSee Less
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PRIMI PASSI, come muoversi dopo la LAUREA .La Commissione Giovani , dell'OMCeO di Tn , ha organizzato un incontro informativo per i Colleghi neoiscritti all'Ordine : come districarsi fra regole, norme, adempimenti , che sono la quotidianità per il medico.Fra i temi affrontati : la responsabilità professionale, la previdenza per i medici, l'assicurazione medica e gli strumenti base di lavoro.L’incontro si terrà in presenza presso la sede dell’Ordine (via V. Zambra, 10 , Trento) sabato 7 maggio 2022 dalle ore 8:30 alle 13:30.Un ' occasione unica e importante .Per iscriversi: www.ordinemedicitn.it/calendario/primi-passi-come-muoversi-dopo-la-laurea/ ... See MoreSee Less
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Il MANIFESTO dei Medici per cambiare la Sanità e la Professione.Negli ultimi 3 anni il Servizio Sanitario Nazionale ha perso quasi 21mila medici specialisti.Questo risulta da un recente studio realizzato da Anaao-Assomed.Anche Cimo-Fesmed ha promosso una campagna di sensibilizzazione rivolta alle Istituzioni e ai Cittadini per sensibilizzarli sul problema , e culminata con la pubblicazione del dossier “Medici senza futuro, un futuro senza Medici".A Roma si è tenuta il 21 aprile la Conferenza Nazionale sulla Questione Medica, promossa dalla FNOMCeO, che ha condotto un'indagine : “La condizione dei Medici a due anni dall’inizio della pandemia da Covid-19” ,presentata in tale occasione .Per il Presidente Fnomceo è necessaria l’istituzione di “un Osservatorio nazionale sulla tutela dei diritti e delle condizioni lavorative dei medici” al fine di monitorare il rispetto dei diritti dei lavoratori. Le condizioni di lavoro dei medici italiani negli ultimi anni si sono deteriorate tanto che molti di loro abbandonerebbero,potendo, la professione, oberati da compiti impropri, carichi di lavoro insostenibili anche per la carenza di personale, e da direttive troppe volte non calate nella realtà del sistema .Gravati da turni e responsabilità che vanno ad incidere sul mantenimento dello stato di salute, come dimostra l’aumento dei disturbi della sfera psichica (sindrome da burnout) che ora interessano i giovani, non più gli anziani.Chiediamoci come mai.Il disagio è più grave proprio fra i più giovani: un quarto dei medici fra i 25 e 34 anni e quasi un terzo di quelli fra 35 e 44 anni abbandonerebbe la professione , vissuta alle attuali condizioni, e questo deve far molto riflettere, anche perchè interessa tutti i lavoratori dall'ospedale al territorio.La Fnomceo e I principali sindacatimedici-odontoiatrici della dipendenza e delle convenzioni chiedono pertanto l’impegno delle Istituzioni con un Manifesto articolato in venti richieste ,per cambiare la sanità e la professione.Il MANIFESTO al primo link.www.quotidianosanita.it/m/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=104181www.quotidianosanita.it/m/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=104158www.quotidianosanita.it/m/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=104217www.facebook.com/840169932738286/posts/5087483691340201www.sfogliami.it/fl/250502/jb7bzev3ru5jtb6gghcr48sk1hchc7v ... See MoreSee Less
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Minacce e aggressioni verso gli operatori sanitari.Un trend in crescita anche in Trentino.Quasi quotidianamente la stampa riporta casi di aggressione verso i sanitari , su tutto il territorio nazionale. Il 12 marzo si è celebrata la prima giornata contro la violenza nei riguardi degli operatori sanitari.Secondo gli ultimi dati Inail si stimano in 2500 gli episodi di violenza denunciati ogni anno dagli operatori della sanità come infortunio sul lavoro , un dato sottostimato per quanto riguarda i medici, poichè riguarda denunce presentate dal personale dipendente e non tiene conto del personale convenzionato, come medici di famiglia, guardie mediche, colleghi del 118 e liberi professionisti , senza contare che molti medici non presentano denuncia.Secondo i dati diffusi dal sindacato dei medici Anaao- Assomed il 55% dei medici ospedalieri ha subito almeno un episodio di violenza. Dai dati emerge che il 48% dei medici che ha subito un’aggressione verbale ritiene l’evento ‘abituale’.Secondo le indagini del Ministero della Salute a generare più frequentemente episodi di violenza ci sarebbero le lunghe attese nelle aree di emergenza, il ridotto numero di personale durante i momenti di maggiore attività, la mancanza di formazione del personale nel riconoscere i comportamenti ostili e aggressivi, la scarsa sicurezza nelle strutture ospedaliere e sul territorio. Le segnalazioni di minacce e aggressioni verbali nei riguardi di medici e operatori sanitari sono in aumento anche in Trentino , soprattutto nell'ultimo anno : avvengono nei reparti ospedalieri, sul territorio ,ma soprattutto al Pronto Soccorso, e stanno rendendo ancor più difficile per non dire insostenibile un lavoro già gravoso e stressante ,soprattutto dopo due anni di pandemia .Gli operatori si trovano a dover "pagare" per un Sistema Sanitario in sofferenza , con i territori che rischiano di perdere o stanno perdendo anche servizi essenziali. L'Ordine dei Medici di Trento ha registrato con preoccupazione diverse segnalazioni di gravi aggressioni verbali , spia di intolleranza e incertezza tipici dei momenti difficili che comportano paura,ansia, sfiducia., ma non solo . C'è l 'insofferenza per le misure anticovid e i sanitari vengono identificati spesso quali depositari dell' applicazione delle regole restrittive di comportamento.E ci sono soprattutto lunghe attese e rinvii per visite mediche, prestazioni strumentali, interventi chirurgici. Anche sul territorio i medici di base ed i medici di continuità assistenziale esprimono forte timore, se non paura.Per questi , per poter svolgere il proprio lavoro in serenità, bisogna pensare a sistemi di aggregazione ,costituiti da medici,infermieri e altro personale. Per quanto riguarda l'Ospedale va posto rimedio alla cronica carenza degli organici che non permette di erogare prestazioni in tempi accettabili per i pazienti, e mantiene sotto stress costante gli operatori, col rischio , alto, che sempre più colleghi abbandonino la professione , come in realtà si sta già verificando .La sicurezza dei sanitari deve diventare una priorità assieme alla soddisfazione dei bisogni dei pazienti.Bisogna accrescere la cultura della non violenza .La violenza non è inevitabile, non è un rischio ineluttabile della professione, ma è un reato. Ma non basta, ,serve migliorare l’ambiente , garantire la sicurezza sul lavoro , più formazione e più assunzioni di personale .www.anaao.it/public/aaa_7598551_ansa_violenza.pdfwww.inail.it/cs/internet/comunicazione/news-ed-eventi/news/news-factsheet-violenza-professioni-sa...www.quotidianosanita.it/m/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=103150www.ildolomiti.it/cronaca/2022/dalle-aggressioni-alle-minacce-sanitari-presi-di-mira-ioppi-segnal... ... See MoreSee Less
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Tumori cutanei : presente e futuro.Il 7 maggio 2022 si terrà a Trento , presso l'Hotel NH , il Congresso "Tumori cutanei : presente e futuro", accreditato ECM , che gode anche del patrocinio dell'OMCeO di Tn. Un aggiornamento sulla terapia medica e chirurgica del melanoma e dei tumori cutanei, la cui incidenza è in crescita costante in tutto il mondo. Il convegno si rivolge sia a medici che ad infermieri e tecnici. Saranno trattati tutti gli aspetti relativi ai tumori cutanei, melanoma e non, con particolare attenzione all’ epidemiologia , soprattutto alle nuove evidenze sui fattori causali.Seguirà un aggiornamento sugli aspetti diagnostici e clinici , lettura dell'esame istologico, nuove tecnologie ausiliarie alla diagnosi, terapie con anticorpi monoclonali e target therapy ( terapia a bersaglio molecolare) ,che hanno rivoluzionato la cura e la prognosi di questi tumori. L’immunoterapia stimola il sistema immunitario del paziente contro il tumore, la terapia a bersaglio molecolare utilizza farmaci che si legano specificamente a bersagli molecolari sulle cellule tumorali, per rallentarne o inibirne la crescita.Saranno illustrate anche le tecniche di chirurgia plastica attualmente utilizzate.A conclusione una rassegna di casi clinici ,esemplificativa dell'approccio multidi sciplinare nella presa in carico del paziente con tumore cutaneo , essenziale al fine di garantire il migliore percorso diagnostico-terapeutico ed assistenziale. Una tavola rotonda sarà dedicata al ruolo e rapporti fra medici di medicina generale, specialisti del territorio ed ospedalieri ,per la cogestione del paziente.Tutte le informazioni sul congresso al seguente link:acrobat.adobe.com/link/review?uri=urn:aaid:scds:US:e33e5e22-99c2-384e-96b9-afdc5ff9aade ... See MoreSee Less
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Rischio di " problematic gaming " negli adolescenti europei. In Italia è a rischio un adolescente su quattro.La dipendenza da videogiochi è un uso eccessivo , compulsivo, di videogiochi, che interferisce con la vita quotidiana, comporta isolamento sociale, sbalzi d'umore, ideazione diminuita, focalizzazione sui risultati del gioco ,rinuncia ad altre attività ricreative,sport ed eventi, perdita di relazioni interpersonali e di opportunità di studio o lavoro, fuga dalle emozioni negative.L'OMS ha incluso nell'ultima edizione del suo manuale diagnostico (ICD-11)anche la dipendenza da videogiochi (gaming disorder).I videogiochi sono un'attività ricreativa molto popolare,soprattutto fra gli adolescenti, che può avere benefici in ambito cognitivo, emotivo e interpersonale . Tuttavia gli adolescenti possono sperimentare conseguenze negative dal loro uso eccessivo , tra cui ansia e depressione ,scarso rendimento scolastico , disturbi del sonno , problemi con i coetanei e comportamenti aggressivi.Una ricerca condotta dall'Istituto di Fisiologia clinica del CNR, dal Dipartimento di Psicologia dello sviluppo e della socializzazione dell'Università di Padova e dall'australiana Flinders University si è proposta di indagare sui fattori individuali, sociali e contestuali che si possono associare a un maggiore rischio per gli adolescenti europei di sviluppare problematic gaming. Lo studio ,che è stato pubblicato sulla rivista Addiction ,si propone di indagare il "gioco problematico" fra gli adolescenti piuttosto che il disturbo da gioco di per sé .L'analisi è stata condotta su 89.000 adolescenti con età compresa fra i i 15 e 16 anni : emerge che in Europa un ragazzo su cinque (20%) è ad alto rischio di PG. L'esposizione al fenomeno nei ragazzi risulta tre volte più alto che nelle ragazze. In Italia questa comportamento fra gli adolescenti si colloca un po’ sopra alla media europea ,con con il 24%, un ragazzo su quattro sarebbe a rischio.Lo studio ha evidenzato il ruolo protettivo della famiglia : vivere in una famiglia in cui vengono posti chiari limiti alle attività dei bambini (incluso il gioco)può prevenire il rischio di PG. Soprattutto nell'adolescenza le regole date dai genitori dovrebbero però inserirsi in un contesto in cui i ragazzi percepiscono la genitorialità come sostegno dell'autonomia, piuttosto che come coercizione, poiché la comunicazione empatica e la negoziazione favoriscono il rispetto delle regole . Un ulteriore risultato dello studio ha mostrato un'associazione positiva tra le disuguaglianze economiche e sociali a livello di Paese e la probabilità di un rischio elevato di PG negli adolescenti , in accordo con l'ampia letteratura sugli effetti dannosi del vivere in un Paese ineguale sulle molteplici componenti del benessere. Gli adolescenti che vivono in tali società potrebbero essere motivati ​​a trascorrere più tempo in ambienti virtuali attraverso i videogiochi, dove le regole della concorrenza sono diverse dalle regole del mondo reale.Lo studio ha evidenziato inoltre che gli investimenti pubblici a supporto delle famiglie possono avere un impatto positivo sullo sviluppo degli adolescenti, sia aumentando direttamente la disponibilità di risorse in termini di beni, servizi e opportunità, sia migliorando il benessere della famiglia . Gli sforzi futuri per la prevenzione della PG dovrebbero quindi mirare sia alle famiglie, per aumentare la consapevolezza dei genitori sul ruolo delle dinamiche familiari sui comportamenti dei figli, sia ai governi nazionali: più uno Stato è in grado di investire nella famiglia dando più tempo al genitore di seguire il proprio figlio, migliorarando quindi la la qualità della relazione , e fornendo risorse per attività ricreative alternative ,minore è la percentuale di gaming problematico negli adolescenti.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/add.15843pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33354616/ ... See MoreSee Less
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Le raccomandazioni di GIMBE per la convivenza con Sars-Cov- 2.Il 31 marzo è finito lo "stato di emergenza" collegato alla pandemia.Ora bisognerà convivere con il SARS-CoV-2, ma non dobbiamo illuderci che la pandemia sia finita . Le percezioni dei cittadini, suffragate dalle narrative della politica, identificano la fine della pandemia con la fine dello stato di emergenza, ma è ovvio che essa non può coincidere con una scadenza burocratica.Di seguito le raccomandazioni di GIMBE (Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze) per la convivenza con il SARS-CoV-2.Si tratta di raccomandazioni "individuali e di sistema" per garantire la massima prevenzione possibile della diffusione del virus.Individualmente si raccomanda di completare il ciclo vaccinale con tre dosi (quattro per le persone immunocompromesse) , continuare ad indossare la mascherina nei luoghi pubblici al chiuso, e anche all’esterno in condizioni di assembramento o quando si è a contatto con persone fragili , di eseguire il tampone in caso di sintomatologia compatibile con COVID-19 , di rispettare l’isolamento in caso di positività o di sintomatologia compatibile con COVID-19 in attesa di eseguire il tampone.Seguono raccomandazioni di "sistema" sull'obbligo di mantenimento dell' uso delle mascherine , miglioraramento dell’aerazione di spazi chiusi pubblici, formazione dei medici di medicina generale affinché prescrivano tempestivamente ,quando indicato, i farmaci antivirali disponibili, preparazione della campagna vaccinale autunnale , potenziamento del sequenziamento delle varianti virali. www.quotidianosanita.it/m/studi-e-analisi/articolo.php?approfondimento_id=16947 ... See MoreSee Less
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Endemico non vuol dire benigno. Non dobbiamo dimenticare che la pandemia non è finita .Ad un anno dall'arrivo dei vaccini e a due dalla individuazione del cosiddetto "paziente uno" di Codogno non si può ancora affermare che la pandemia sia sconfitta.La curva epidemica da Covid ha continuato nell' ultimo mese a crescere . Sale l’indice Rt e per quanto riguarda l’occupazione dei letti continua la lenta discesa per le terapie intensive , ma cresce il numero dei pazienti ricoverati in area non critica.La spiegazione che appare più ovvia per l'aumento dei tassi,oltre alla maggior contagiosità di Omicron , è l'impatto della rimozione delle restrizioni per il Covid. Nell'ultimo mese abbiamo superato la soglia dei 5.000 morti per Covid. Per questo il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri esprime preoccupazione e invita Ministero della Salute e Governo ad adottare e/o mantenere le misure necessarie per raffreddare le curve, abbattere i contagi e ridurre la mortalità per Covid, ancora troppo elevata."La convivenza con il virus non deve costarci un prezzo troppo alto per la salute." La pandemia non è finita , ed è giusto imparare a convivere con il virus , ma ciò non significa che il virus sia scomparso e che il Covid non possa essere ancora grave. Endemico non significa benigno.L'endemicità è stato uno dei concetti più fraintesi durante la pandemia : significa livelli di infezione più o meno costanti, ma nulla dice su quanto siano alti questi livelli e quanto sia grave il loro impatto . Si avvicinano le scadenze stabilite da tempo per le " riaperture" e si pianifica l’allentamento ulteriore delle misure anti-Covid in vista della fine dello stato di emergenza.A breve Il sistema di tracciamento potrebbe rischiare di saltare con la probabilità di una prossima gestione "fai da te", che eluderebbe la registrazione dei risultati, il tracciamento dei contatti e la comprensione dei meccanismi di diffusione del virus. E non è vantaggioso nè auspicabile che non vi sia differenziazione fra vaccinati e non vaccinati, perchè i dati dimostrano che il vaccino protegge dalla malattia grave, e perchè i soggetti più fragili vanno tutelati e difesi.Ci siamo vaccinati , raggiungendo coperture molto alte, per poter svolgere una vita sociale in sicurezza, e non si può rischiare di vanificare nemmeno parzialmente il risultato raggiunto finora con tanti sacrifici.Vale ancora la pena mantenere tutto quello che abbiamo imparato essere utile, in modo da agire la vita sociale e l'economia senza mettere a repentaglio la salute. www.quotidianosanita.it/m/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=103584www.quotidianosanita.it/m/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=103338www.quotidianosanita.it/m/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=103476www.quotidianosanita.it/m/studi-e-analisi/articolo.php?approfondimento_id=16935portale.fnomceo.it/covid-fnomceo-dal-24-febbraio-ad-oggi-oltre-5000-nuovi-decessi-non-dobbiamo-di... ... See MoreSee Less
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Dal Gruppo Immigrazione e Salute del Trentino(GrIS) ,membro della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni.Il GrIS chiede ai Colleghi e a tutti gli Operatori sanitari interessati di dare la propria disponibilità per un servizio di volontariato. In questo grave momento storico è ancor più importante e necessario il contributo di ognuno.È tornata la guerra in Europa, un incubo che speravamo di esserci lasciati alle spalle,con milioni di profughi che dall'Ucraina raggiungono l'Europa ed anche il nostro Paese.I profughi hanno molteplici bisogni , anche sanitari , a cui si devono trovare risposte. Tante organizzazioni si sono mobilitate per portare il loro sostegno nel fornire accoglienza, favorire l'integrazione sociale e scolastica, con interventi di missioni umanitarie ai confini , e con interventi sanitari: consideriamo i rischi infettivi, le vaccinazioni,la necessità di cure continuative in cronici,i malati oncologici, le persone vulnerabili, i problemi di salute mentale conseguenti al trauma della guerra. Gianpaolo Rama, medico e Presidente del GrIS Trentino :"Al GrIS Trentino aderiscono operatori sanitari, istituzioni pubbliche, cooperative del privato sociale, associazioni di immigrati e operatori dei servizi che operano a favore della salute degli immigrati e delle persone in condizione di emarginazione sociale in Trentino.Il suo scopo è la promozione della salute e dell’assistenza sanitaria degli immigrati stranieri e delle persone in condizione di emarginazione sociale, e la realizzazione di attività assistenziali in loro favore.È in atto una convenzione con l’APSS per garantire una prima visita medica agli immigrati al loro arrivo nel territorio provinciale, visite ginecologiche alle straniere con specifiche problematiche e bisogni , e visite alle persone vulnerabili e ai non iscritti al Servizio Sanitario Provinciale . La nostra scelta è di “andare all'’incontro” della fascia più vulnerabile degli immigrati , non solo richiedenti asilo , attraverso visite e collaborazioni con le realtà territoriali (istituti di accoglienza, dormitori, mense, centri diurni) che accolgono immigrati e persone senza dimora e spesso in precarie condizioni socio-sanitarie. Da un anno, inoltre, si garantiscono cure odontoiatriche di primo livello alle persone indigenti, in collaborazione con la Commissione Albo degli Odontoiatri, il Comune di Trento e l’APSS, presso l'ambulatorio dedicato del Centro Servizi Sanitari a Trento.Nello svolgimento delle suddette attività, non mancano le difficoltà, in primis la necessità di aumentare il numero di sanitari (medici, odontoiatri, infermieri) volontari. Chiediamo perciò ai Colleghi interessati e a tutti gli Operatori sanitari di dare la propria disponibilità ad un servizio di volontariato.Chi volesse aderire e collaborare al Gr.I.S. può inviare una mail a: gris.trentino@simmweb.it o telefonare al Dr.Gianpaolo Rama (3358275886), o Dott.ssa Elisabetta Cescatti (3406916389), o Dottssa Bruna Zeni (3385092732). Grazie." ... See MoreSee Less
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"Come medici non possiamo tacere , non possiamo rimanere indifferenti a questa deriva disumana con il suo inaccettabile carico di morte e distruzione ."Queste sono le parole del Presidente FNOMCeO Dr.F.Anelli. .La cronaca ci rende quotidianamente conto della drammatica situazione in Ucraina . La guerra cancella il rispetto della vita umana ed i principi etici e deontologici che sono fondamento della nostra professione : difesa della vita , tutela della salute , trattamento del dolore, sollievo dalla sofferenza , rispetto della dignità e libertà della persona.Anelli ha inviato un appello alla Presidente della Commissione Europea U. Von der Leyen e al Segretario generale ONU A.Guterres affinché si interrompa l'occupazione dell'ospedale di Mariupol , dove il personale ed i pazienti sarebbero stati presi in ostaggio ed usati come scudi umani. Molti altri ospedali sono stati colpiti , si sono viste donne gravide, puerpere, bambini in fuga , e le testimonianze di medici e pazienti ci lasciano smarriti. Non sono rispettate le strutture sanitarie che la Convenzione di Ginevra dovrebbe tutelare , così come la protezione delle persone civili in tempo di guerra : "Gli ospedali civili organizzati per prestare cure ai feriti, ai malati, agli infermi e alle puerpere non potranno, in nessuna circostanza, essere fatti segno ad attacchi; essi saranno , in qualsiasi tempo , rispettati e protetti dalle parti belligeranti."Un appello perché si ponga fine a questo stato , attivando rapidamente corridoi umanitari per i più fragili e deboli, affinché essi , già afflitti dal dolore della malattia , non debbano subire ulteriori sofferenze ed umiliazioni. È grande la disponibilità dei medici italiani ad offrire aiuto nei nostri ospedali, ai confini con l'Ucraina , nei territori colpiti, e nell’assistenza ai profughi , in particolare a quelli che necessitano di cure.portale.fnomceo.it/ucraina-anelli-fnomceo-scrive-a-ursula-von-der-leyen-e-antonio-guterres-fate-c... ... See MoreSee Less
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Rischio nucleare : iodio e misure di prevenzione. Facciamo chiarezza.In questi giorni la paura per l’ipotetico rischio di danneggiamento bellico delle centrali nucleari in Ucraina si sta traducendo in una corsa all’acquisto di preparati a base di iodio per far fronte ad eventuali danni da radiazioni. Anche certa stampa contribuisce a creare allarme. Serve fare chiarezza . Bisogna porre attenzione a non cadere nella trappola delle notizie diffuse sui social, e per i medici è raccomandato di attenersi scrupolosamente a prove scientifiche nel diffondere informazioni corrette ai propri assistiti. A seguito del noto e triste incidente di Chernobyl del 1986 è stato registrato un aumento di 100 volte nell’incidenza di tumori tiroidei infantili con dimostrata causa dello iodio radioattivo (I 131) .L’aumento dell’incidenza è stato osservato fino a 500 km di distanza dal sito dell’incidente. Tra le sostanze radioattive che possono essere emesse in caso di incidente nucleare c'e anche lo Iodio 131.La ghiandola tiroidea utilizza lo iodio per produrre gli ormoni tiroidei e non distingue tra iodio radioattivo e iodio stabile. Quindi, dopo un incidente nucleare, se lo iodio radioattivo viene inalato o ingerito, la ghiandola tiroidea lo assorbe allo stesso modo di quello stabile.In caso di incidente nucleare l’accumulo selettivo di iodio radioattivo a livello tiroideo porta ad esposizione interna dell'organismo e quindi ad un aumento di rischio di cancro e noduli benigni. Tale rischio può essere in parte ridotto o prevenuto con misure di profilassi : lo iodio stabile, assunto prima o subito dopo un incidente nucleare , può bloccare o ridurre l’accumulo di iodio radioattivo nella tiroide.Sulla base dei dati scientifici tratti dalla letteratura più autorevole risulta che il rischio relativo di induzione di carcinoma è strettamente dipendente dall'età al momento dell'esposizione , è massimo nei neonati, bambini e adolescenti e si riduce grandemente oltre i 15-20 anni di età, tendendo ad annullarsi oltre i 40 anni di età all’esposizione. In gravidanza vi è una maggiore suscettibilità della tiroide , sottoposta ad intensa stimolazione funzionale, specialmente nel primo trimestre e quindi la frazione di iodio radioattivo assorbito in questa condizione è aumentata .Nel secondo e terzo trimestre di gravidanza la tiroide fetale è già funzionante e lo iodio radioattivo può attraversare il filtro placentare ed essere captato dalla tiroide fetale. Il radioiodio viene escreto inoltre nel latte materno. La iodoprofilassi è una efficace misura per la protezione della tiroide.Il periodo ottimale di somministrazione di iodio stabile è meno di 24 ore prima e fino a due ore dopo l'inizio previsto per l''esposizione. Per una soppressione adeguata , nel caso in cui il rischio di assorbimento di Iodio 131 superi soglie specifiche per ogni gruppo di popolazione candidata( età 0-17 anni, 18-40 anni e per le donne in stato di gravidanza e allattamento) le linee guida OMS forniscono il disaggio appropriato .Gli integratori presenti in commercio contengono quantità molto basse di iodio, un migliaio di volte più basse di quelle necessarie ad indurre iodoprofilassi soppressiva. In questo momento, dunque la corsa all’acquisto di integratori a base di iodio non è razionale. In Italia lo iodio stabile in formulazione e dosaggio adeguato per questo genere di profilassi non è venduto in farmacia .È stata approvata l'adozione del Piano Nazionale (approntato ben prima della crisi attuale) per la gestione delle Emergenze Radiologjche e Nucleari previsto dal DL 101/2020 .Vi sono definite tutte le misure necessarie per fronteggiare le conseguenze di incidenti in impianti nucleari prossimi ai confini del nostro Paese : riparo al chiuso, iodoprofilassi , restrizioni nella importazione, produzione, consumo di alimenti animali e vegetali, monitoraggio radioattività ambientale e molto altro.Se si verificasse un’eventualità di questo tipo sarebbero le Istituzioni ( Protezione Civile, Ministeri interessati e Servizio Sanitario Nazionale )ad attivare la distribuzione della iodoprofilassi prima dell’esposizione allo iodio radioattivo (in previsione dell’arrivo della nube radioattiva) o al massimo entro le prime 6-8 ore dall’inizio dell'evento.In considerazione della distanza di oltre 1000 km dal fronte di guerra ucraino il rischio di esposizione a iodio radioattivo è remoto e ci sarebbe tempo sufficiente per mettere in atto la profilassi nei soli soggetti in cui l’intervento fosse favorevole. È quindi sconsigliata ogni decisione di auto-assunzione di iodio, che sarebbe inutile e solo fonte di danno per la salute.www.quotidianosanita.it/m/governo-e-parlamento/articolo.php?approfondimento_id=16879www.quotidianosanita.it/m/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=103008www.quotidianosanita.it/m/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=103100www.simg.it/considerazioni-sulluso-preventivo-dello-iodio-nelle-catastrofi-nucleari/www.iss.it/-radiazioni-nelle-emergenze-nucleari-e-radiologiche/-/asset_publisher/L6pCAKa9c9V6/con... ... See MoreSee Less
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Donne Medico in Italia , oggi.In Italia le donne medico sono più degli uomini.Questo risulta dai dati elaborati in occasione dell’8 marzo dal CED della FNOMCeO . Le donne medico con meno di 70 anni sono la maggioranza : 169.477 contro 163.515 , il 50,9% del totale. Nei prossimi cinque anni, secondo le proiezioni, avverrà il ‘sorpasso’ vero e proprio. Nel 2021 il 54% dei professionisti con meno di 65 anni era donna, percentuale che saliva al 64% considerando la fascia d’età tra i 40 e i 44 anni. Fra gli odontoiatri invece gli uomini sono in maggioranza, quasi due su tre, e precisamente il 64%, e addirittura il 72% considerando anche i doppi iscritti sia all'albo dei medici che degli odontoiatri.Ma anche tra gli odontoiatri le donne sono in rapida e costante crescita, e nelle fasce d’età più giovani si registra una sostanziale parità.Si assiste quindi ad una costante femminilizzazione della professione , che tuttavia non si accompagna ad un cambiamento organizzativo e culturale che vada di pari passo. Secondo un recente sondaggio promosso da Cimo -Fesmed l’88% delle dottoresse che hanno aderito ritiene che le donne medico possano subire discriminazioni sul luogo di lavoro, ed il 58,4% è consapevole di aver subito un trattamento differente perché donna , ed è emersa con forza la necessità di garantire pari opportunità di lavoro e carriera a uomini e donne . Anche dal Rapporto sulle donne nel SSN del Ministero della Salute del 2019 emerge che solo il 17,2% degli incarichi in struttura complessa ed il 34,7% degli incarichi in struttura semplice sono affidati a donne, nonostante il numero di professioniste sia superiore a quello dei medici uomini. I Consigli degli Ordini, invece, sono sempre più al femminile e aumentano anche le donne ai vertici. Secondo un’ indagine promossa da Anaao Assomed, realizzata tra i paesi membri della FEMS (Federazione Europea dei Medici Salariati) per conoscere le condizioni lavorative delle donne medico in Europa , l'Italia esce sconfitta dal confronto con gli altri Paesi, occupando la zona più buia: le donne medico italiane lamentano discriminazione, insoddisfazione professionale ed economica, per non parlare della possibilità di accedere ai posti di leadership. Conciliare vita personale e lavoro è quasi impossibile per il 68% delle intervistate, che auspicano una riorganizzazione dei tempi in corsia o in ambulatorio. E , infine, nonostante conoscano leggi che potrebbero sostenerle nella conciliazione casa-lavoro, le donne medico italiane lamentano che queste vengano troppo spesso inapplicate.C'è un dato grave su cui riflettere : il 9% degli infortuni denunciati all’Inail tra gli operatori sanitari tra il 2015 e il 2019 sono casi di aggressione e il 72,4% di questi episodi di violenza hanno riguardato le donne, con 7.858 casi contro i 3.000 subiti dagli uomini, molto più del doppio.Tutti questi dati non possono essere ignorati o trascurati.Si tratta innanzitutto di un obbligo morale e deontologico e di una necessità per evitare che il sistema nei prossimo futuro entri in crisi.Servono concrete politiche sociali e di organizzazione del lavoro, parametri oggettivi di valutazione dei medici, dai quali far dipendere l’assegnazione degli incarichi professionali, in modo da premiare il merito ed evitare qualsiasi forma di discriminazione.Si impone la necessità di pensare a nuovi modelli anche per la crescente importanza delle professioni sanitarie e di cura, oltre che di porre un’attenzione particolare alla sicurezza.www.quotidianosanita.it/m/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=102989www.quotidianosanita.it/m/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=102962amp24.ilsole24ore.com/pagina/ACuR0fKhttps://www.anaao.it/content.php?cont=25873www.cimomedici.it/ ... See MoreSee Less
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15 mila tra medici, infermieri ed altri professionisti sanitari russi hanno inviatouna lettera aperta a Vladimir Putin, affinché cessino le ostilità nei confronti dell’Ucraina. Ora l’appello, lanciato in nome dei principi deontologici , viene raccolto e condiviso dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici :"Raccogliamo dunque l’appello, e chiediamo anche noi il cessate il fuoco .Esigiamo che, sino alla fine del conflitto, siano risparmiati gli ospedali, i luoghi e gli strumenti di cura, di quella cura che abbiamo il diritto e il dovere di portare in maniera uguale, senza distinguo. Ci rattristano profondamente le notizie che arrivano dall’Ucraina, notizie di ospedali militari, ma anche civili sotto attacco, colpiti dai bombardamenti e assediati dalle truppe. Tra gli ultimi, un ospedale di maternità nei pressi di Kiev. Adoperiamoci perché siano attivati e garantiti corridoi umanitari per la messa in salvo dei più fragili, dei malati, dei minori con le loro madri”. Dr.F.Anelli, Presidente FNOMCeOportale.fnomceo.it/ucraina-ordini-medici-italiani-con-colleghi-russi-per-dire-basta-alla-guerra-a... ... See MoreSee Less
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"La più aberrante in assoluto, diffusa e costante violazione dei diritti umani è la guerra, in tutte le sue forme. Cancellando il diritto di vivere, la guerra nega tutti i diritti umani.Il fatto che la guerra abbia segnato il nostro passato non significa che debba essere parte anche del nostro futuro.Come le malattie, anche la guerra deve essere considerata un problema da risolvere e non un destino da abbracciare o apprezzare. Come medico, potrei paragonare la guerra al cancro. Il cancro opprime l’umanità e miete molte vittime: significa forse che tutti gli sforzi compiuti dalla medicina sono inutili? Al contrario, è proprio il persistere di questa devastante malattia che ci spinge a moltiplicare gli sforzi per prevenirla e sconfiggerla."Dal discorso pronunciato da Gino Strada, chirurgo e fondatore di EMERGENCY, nel corso della cerimonia di consegna del "Right Livelihood Award 2015" . ... See MoreSee Less
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In Trentino c'è un malessere diffuso nelle corsie: tre medici su quattro vorrebbero lasciare l'ospedale pubblico.Abbiamo già presentato in un post precedente i risultati dell'indagine, condotta fra i medici ospedalieri dalla Federazione Cimo-Fesmed sul territorio nazionale , fra i suoi iscritti : i medici dipendenti del Sistema Sanitario Nazionale sono stanchi, demoralizzati e si sentono abbandonati . Il sondaggio sul benessere lavorativo ha registrato in Trentino un quadro anche peggiore rispetto alla media nazionale. I dati rilevano un disagio diffuso in un ambiente lavorativo difficile. I medici si sentono fortemente sotto pressione e provati dagli enormi e protratti sforzi richiesti soprattutto negli ultimi due anni , ma non solo. Il Covid ha aggravato una situazione di stress già cronico ,soprattutto nella medicina d' urgenza e fra gli anestesisti rianimatori.Tre medici su quattro vorrebbero abbandonare l'ospedale pubblico , in cerca di una via di fuga all'estero o nella sanità privata , e un medico su tre pensa di anticipare la pensione . Per il 59% dei medici trentini intervistati lo stress psicofisico è grave, mentre il 55,2% reputa alto il rischio professionale corso negli ultimi due anni e Il 50,7% ritiene di aver messo a repentaglio la sicurezza della propria famiglia. Per quanto riguarda il carico di lavoro solo il 9,1 % degli intervistati afferma di lavorare 38 ore a settimana mentre Il 63% è attivo fino a 48 ore (massimo consentito dalla legge e normativa europea), e addirittura il 27,9% supera questo limite.Il 78% dei dirigenti medici trentini ha da 10 a più di 100 giorni di ferie non godute. Inoltre il tempo dedicato allo svolgimento di atti amministrativi , che viene sottratto al tempo di ascolto e cura è notevole : in Trentino, secondo le risposte dei medici intervistati , il 70,8% del tempo di lavoro è impiegato per adempimenti burocratici, il 4,5% per la formazione , e solo il 35,7% per l’ascolto del paziente e l’atto medico. Nella nostra Provincia la professione del medico ospedaliero ha perso attrattiva soprattutto per i giovani , e si sta inesorabilmente erodendo un grande patrimonio di professionalità a danno e rischio per tutti i cittadini. L'Ordine dei Medici esprime perciò grande preoccupazione. Il Presidente Dr. M.Ioppi auspica che si possa instaurare un fronte comune per salvare il Servizio Sanitario dall'impoverimento e dall'inesorabile fuga verso la sanità privata.Nel nostro servizio pubblico è in sofferenza sia l'ospedale che il territorio. Ci sono 300 medici iscritti all"Ordine di Trento che lavorano all'estero. Abbiamo 5000 interventi chirurgici arretrati , servizi specialistici ridotti , e sul territorio mancano medici di medicina generale. Tanti pazienti sono costretti a ricorrere al privato , tanti a cure fuori provincia. Bisogna cambiare strategia, servono risposte concrete e il riconoscimento del ruolo del medico all'interno della nostra società :maggiore autonomia e responsabilità al medico , che non può né deve essere un burocrate. È necessario affrontare alla radice quei nodi che la pandemia ha drammaticamente evidenziato .Serve adeguare i contratti, servono urgentemente bandi di concorso per le posizioni scoperte, servono incentivi, serve una riforma dell'organizzazione ospedaliera oltre che del terrirorio.Serve la fiducia di cittadini e pazienti ,che si mantiene e recupera solo fornendo prestazioni adeguate.acrobat.adobe.com/link/review?uri=urn:aaid:scds:US:8a066a0b-6bb0-3c7c-966c-c63ac57a06e2 . ... See MoreSee Less
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Finalmente la tutela dell'ambiente tra i princìpi fondamentali della nostra Costituzione. La Camera ha approvato in via definitiva il Ddl di riforma costituzionale che prevede la modifica di due articoli nella nostra Carta Costituzionale , gli articoli 9 e 41.Nell'articolo 9 viene introdotta una modifica di portata storica : " la Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell' interes- se delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali» . La ratio della riforma consiste nel considerare l’ambiente come un valore primario protetto costituzionalmente , non solo per il presente ma soprattutto in una logica di sostenibilità , a tutela dei giovani di oggi e di domani , inedita nel dettato costituzionale e significativa di una nuova consapevolezza. Per la prima volta, è stato introdotto nella Costituzione anche il riferimento al valore degli animali, esseri senzienti di cui dobbiamo rispettare dignità, bisogni e habitat. La modifica all’articolo 41sancisce che la salute e l’ambiente sono paradigmi da tutelare da parte dell’economia, al pari della sicurezza, della libertà e della dignità umana, e come anche le istituzioni attraverso le leggi, i programmi e i controlli, possano orientare l’iniziativa economica pubblica e privata non solo verso fini sociali ma anche verso quelli ambientali. "L''iniziativa economica è libera ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana, alla salute, all’ambiente». La tutela dell’ambiente fa già parte di parecchie Costituzioni dei Paesi dell’Unione europea.Quasi quarant’anni dopo l’Olanda (1983) e trenta dopo la Germania (1994), si è fatto ora un grande passo ,elevando la tutela dell’ambiente al rango di articolo fondamentale della Costituzione.Da oggi ogni legge ordinaria nazionale e regionale,ogni progetto, investimento, ogni iniziativa privata o pubblica dovrà valutare l'impatto sull' ambiente, nel rispetto e tutela dello stesso.E non sarà più possibile che leggi regionali o provinciali possano opporsi a quelle nazionali per quanto riguarda la tutela degli animali.È auspicabile che questa riforma ispiri realmente le future mosse : serviranno leggi, norme attuative, una forte volontà politica e la partecipazione di tutti. Una piccola grande rivoluzione di cui in Italia non tutti forse hanno colto appieno la portata : è fondamentale per indicare la direzione dello sviluppo sostenibile ed affermare con forza che non si può più chiedere ai cittadini di scegliere tra lavoro da una parte e salute e ambiente dall’altra. temi.camera.it/leg18/temi/modifiche-agli-articoli-9-e-41-della-costituzione-in-materia-di-tutela-... ... See MoreSee Less
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Corsie deserte. Il 72% dei medici ospedalieri vorrebbe lasciare il pubblico.Amano la professione ma si sentono " traditi".Secondo un recente sondaggio della Federazione Cimo-Fesmed i medici dipendenti del Ssn sono stanchi, demoralizzati, e si sentono abbandonati.C'è un diffuso desiderio di "scappare" dall'ospedale pubblico per : trasferirsi all’estero,, anticipare il pensionamento, lavorare in una struttura privata o dedicarsi alla libera professione .Le motivazionispaziano dalla considerazione sociale alle retribuzioni, dall’organizzazione aziendale alle aspettative di carriera, dal carico di lavoro alle responsabilità . Pesano soprattutto il carico eccessivo di lavoro , riposo insufficiente, il sacrificio della vita privata per tamponare le carenze del sistema. Il tempo dedicato agli atti amministrativi è cresciuto a dismisura, sottratto all'ascolto dei pazienti, all'atto medico , alla propria formazione ed aggiornamento. Drammatiche sono le esperienze dei giovani medici: in meno di 5 anni di lavoro sono crollate le loro aspettative di carriera e retribuzione. Infine il l Covid-19 ha avuto un impatto pesante : stress psicofisico , messa a repentaglio la sicurezza della propria famiglia, alto rischio professionale , negli ultimi due anni. In tale emergenza l'aiuto è venuto ai medici da Colleghi, familiari e amici. Solo il 5% ha indicato la società e le Istituzioni. Sono dati che dovrebbero allarmare Istituzioni e pazienti. Ora è compito della politica impedire che l’attuale contesto allontani sempre di più i medici dalla sanità pubblica . In ballo c'è la tenuta del SSN.www.quotidianosanita.it/m/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=101945www.sfogliami.it/fl/244458/39phb2tr56n1m2mjmrbupjc8rcdpz3zn&i=1 ... See MoreSee Less
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Il COVID-19 severo in gravidanza è quasi esclusivamente limitato alle donne non vaccinate .È stato pubblicato su Lancet uno studio che evidenzia come le forme gravi di Covid in gravidanza siano limitate quasi esclusivamente alle donne non vaccinate. Nel Regno Unito il 98% delle gravide ricoverate in terapia intensiva risultava essere non vaccinato, il 90% in Olanda, il 100% in Norvegia, Danimarca e Finlandia e l'80% in Italia (Lombardia) ,con la restante parte che aveva ricevuto una sola dose.Prevenendo la malattia materna , la vaccinazione può prevenire anche nascite pretermine e decessi neonatali. Nelle donne vaccinate è stata inoltre documentata la trasmissione placentare di anticorpi protettivi al feto. Lo studio riporta che le donne in gravidanza sono più a rischio di malattia grave rispetto alle loro coetanee non gravide. Purtroppo i messaggi che giungono loro sono spesso fuorvianti soprattutto per quanto riguarda la sicurezza vaccinale , e non contribuiscono all' adesione auspicabile fra le donne incinte e nel post-parto e fra quelle che pianificano una gravidanza .I dati che ormai si sono accumulati sulla sicurezza vaccinale.sono assolutamente rassicuranti. Una notevole "esitazione" vaccinale ,fenomeno complesso, persiste anche se attualmente gli esiti avversi dell'infezione da Sars-CoV-2 sono in aumento preoccupante in questo gruppo. Diversi Paesi hanno recentemente riconosciuto le donne incinte e nel post-parto come gruppo a rischio ,con priorità per la vaccinazione per COVID 19, ma questa politica non è ancora universale in Europa.Gli Autori dello studio concludono :"Riteniamo che tutti i Governi debbano dare la priorità alle donne incinte e nel postparto ,come gruppo a rischio, e incoraggiare la loro vaccinazione."www.thelancet.com/journals/lanepe/article/PIIS2666-7762(22)00006-0/fulltext#tbl0001www.iss.it/primo-piano/-/asset_publisher/3f4alMwzN1Z7/content/covid19-terza-dose-in-gravidanza-e-... ... See MoreSee Less
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Depressione e ansia raddoppiate nei bambini e adolescenti durante la pandemia Covid-19. La pandemia, con le sue restrizioni e conseguenze sociali ha avuto un notevole impatto sul benessere psicologico dei ragazzi.Su Jama Pediatrics è stata pubblicata recentemente una metanalisi che comprende 29 studi che hanno coinvolto più di 80.000 soggetti con un'età media di 13 anni : depressione e ansia nei bambini e adolescenti si sono raddoppiate durante la pandemia. Un adolescente su quattro ha mostrato sintomi di depressione e uno su cinque segni di un disturbo d’ansia. Più colpiti sono il sesso femminile e i ragazzi più grandi. Le restrizioni e l'isolamento sociale non hanno consentito loro di vivere in serenità momenti fondamentali per la crescita. Perdita di interazioni fra pari, difficoltà familiari , ridotto contatto con gli insegnanti hanno aumentato il loro disagio, senza contare che la scuola è spesso il luogo primario dove poter ricevere aiuto e servizi psicologici, che con la chiusura si sono resi indisponibili.Secondo gli esperti questo diffuso disagio mentale rischia di mettere una seria ipoteca sulla salute futura dei ragazzi. Uno studio condotto su 1500 bambini e adolescenti, pubblicato sul Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry dimostra infatti che soffrire di depressione durante l’infanzia e l’adolescenza comporta in età adulta una salute peggiore, mentale e non solo, e difficoltà nella vita in generale : maggior rischio di ansia, abuso di sostanze , relazioni sociali complicate, mancato raggiungimento degli obiettivi di studio e carriera.Da qui la necessità di intercettare prontamente e trattare la depressione nei giovanissimi,utilizzando gli strumenti più adatti e tenendo conto delle peculiarità connesse all'età. Maggiore attenzione ai segni e sintomi di disagio mentale. viene raccomandata anche ai genitori, medici di famiglia ,pediatri ,ed insegnanti.Purtroppo , nonostante la crescente sofferenza e aumento della domanda di assistenza psicologica, la risposta a questa drammatica esigenza è assolutamente carente ,soprattutto da parte dei servizi pubblici. jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2784675jamanetwork.com/journals/jamapediatrics/fullarticle/2782796pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32758528/ ... See MoreSee Less
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La vaccinazione contro il Covid è protettiva per le mamme e i neonati.La vaccinazione contro il Covid è protettiva per le mamme e per i neonati. Recentemente i Ricercatori dell'IRCCS ( Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) Burlo Garofalo di Trieste hanno dimostrato questo in un lavoro pubblicato su "Vaccines": nel latte di madri vaccinate sono stati trovati anticorpi neutralizzanti Sars-CoV-2 I vaccini somministrati erano : Pfizer/Biontech, Moderna e AstraZeneca. Nessuno dei neonati ha avuto la febbre o cambiamenti nel sonno o nell'appetito nei sette giorni successivi alla vaccinazione materna. In tutti i campioni di latte è stata confermata la presenza di anticorpi anti-SARS-CoV-2 ,come anche nel siero ,sebbene di classe diversa.Il livello degli anticorpi nel latte era in media inferiore a quello del siero materno. Gli anticorpi neutralizzanti nel latte materno permanevano fino a 4 mesi dopo la seconda dose di vaccino.Sapere questo potrebbe aiutare le mamme nella scelta dell'allattamento al seno, ed eventualmente in quella di vaccinarsi ancora in gravidanza per Sars-CoV-2 .Un team di ricercatori dell’Università di New York, ha dimostrato alti livelli di anticorpi anticorpi anti SARS-CoV-2 nel sangue del cordone ombelicale di donne vaccinate in gravidanza per Sars-CoV-2 con un ciclo completo di vaccino a mRNA .Lo studio è stato pubblicato sulla rivista American Journal of Obstetrics & Gynecology.Trasferire l'immunità ai neonati sarebbe cruciale per proteggerli dall’infezione durante i primi mesi di vita.Il Ministero della salute raccomanda la vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19, con vaccini a mRNA, alle donne in gravidanza nel secondo e terzo trimestre e per le donne che allattano. www.mdpi.com/2076-393X/10/1/125www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioFaqNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=27...'allattamento.www.ajogmfm.org/article/S2589-9333(21)00176-2/fulltext#seccesectitle0002 ... See MoreSee Less
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Il Presidente dell'Omceo Dott.M.Ioppi interviene sulla stampa locale : la situazione sanitaria è critica.Queste, in sintesi ,le sue considerazioni. Sono passati due anni dall'inizio della pandemia, sono state affrontate tre "ondate" e ora, alla quarta , la situazione sanitaria continua ad essere in affanno.Il personale è sotto stress continuo , schiacciato da una pressione psicofisica non più sostenibile .Ci siamo illusi che la drammaticità della situazione avrebbe fatto comprendere le necessità di potenziamento dei servizi sia territoriali che ospedalieri, che reggono ormai solo grazie all’abnegazione e al sacrificio dei professionisti. In questi anni è stato fatto davvero poco e abbiamo assistito ad un pesante impoverimento numerico di personale.In questa quarta ondata, caratterizzata da un elevatissimo numero di contagi ma che, grazie alle vaccinazioni, si manifestano in modo per lo più lieve o moderato , cresce la richiesta di una presa in carico da parte dei servizi territoriali, depotenziati negli anni. Analogamente negli ospedali : i contratti sono scaduti, le piante organiche inadeguate, i posti vacanti non coperti. L''Ordine è molto preoccupato, anche per una questione di discriminazione ed etica delle cure : i pazienti non Covid troppo spesso non possono essere presi in carico e vengono "rinviati".Medici e infermieri vengono dirottati ogni giorno per la cura del Covid-19 , chiudendo ambulatori specialistici.Tutto ciò non è né giusto né etico.Le disparità, tutte , fanno male alla nostra società . Si sarebbero dovuti adeguare gli organici, sostenere il territorio, si sarebbero potute attrezzare strutture periferiche per la cura del Covid , lasciando più liberi gli Ospedali di Trento e Rovereto per la cura delle altre patologie.I cittadini ,azionisti del Servizio Sanitario pubblico, devono sapere ciò che accade e pretendere soluzioni.La società civile deve organizzarsi e fare pressione affinché i decisori decidano "bene "e con coerenza.In questo scenario la Sanità privata sta crescendo sempre più, e ciò significa aver fallito. È giusto il suo coinvolgimento ,ma con responsabilità , misura e controllo.Il Covid non deve più prendere in ostaggio il Sistema Sanitario pubblico e creare situazioni di ingiustizia e disuguaglianza. ... See MoreSee Less
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