La pandemia che stiamo vivendo ci dimostra come la salute e la nostra stessa sopravvivenza sono strettamente correlate alla situazione ambientale.  La maggior incidenza dei casi più gravi di COVID 19 nelle aree con un maggior inquinamento dell’aria  né è un esempio. L’ aumento della temperatura dovuto alle emissioni di CO2  molto difficilmente potrà essere contenuto a 1,5,  come previsto dall’ Accordo di Parigi,  e tutto ciò provoca un aumento della desertificazione, migrazioni di intere popolazioni, avvento di patologie nuove mediate da vettori prima non esistenti nei nostri climi.

Dobbiamo rapidamente imparare da ciò che sta accadendo perché i tempi per porvi rimedio sono molto stretti. La attenzione per l’ ambiente da parte del medico non è più solo un più solo una questione culturale o una disposizione del nostro codice deontologico, ma deve diventare  una  necessità per comprendere e curare le patologie che sempre di più sono correlate  all’ inquinamento di aria, acqua, suolo ed alimenti.

La nostra conoscenza ci permette di riconoscere i danni acuti legati a sostanze tossiche contaminanti ma spesso non sappiamo cogliere gli effetti dell’ esposizione cronica nella genesi di alcune patologie anche comuni ( asma, diabete, obesità, alterazioni endocrine, riduzione della fertilità, malattie neurodegenerative ecc.) inoltre è ormai noto che le conseguenze  possono interessare anche le generazioni successive ( danni epigenetici).

Quindi, indipendentemente dalla specializzazione, non possiamo ignorare questi aspetti, anche per educare correttamente i cittadini ed operare così quella prevenzione che è alla base di qualsiasi sistema  di salute pubblica.

La  commissione ambiente per il prossimo quadriennio vuole continuare  ad offrire ai medici l’ opportunità di migliorare le proprie conoscenze in modo da  stimolare anche  la presa di coscienza  dei cittadini e quindi favorire il cambiamento (“formare per informare”).

I principali punti del programma sono:

  • Formazione (ECM) con incontri di aggiornamento su temi correlati alle patologie ambiente correlate. In presenza presso la sede dell’ Ordine, quando sarà possibile, o via web
  • Preparazione di due seminari sul tema ambiente e salute per la scuola di medicina generale, con l’ obiettivo di inserire tale materia tra quelle curriculari previste dal corso di studi.
  • Prendere contatti con la Facoltà di Medicina di Trento per favorire l’ attivazione di un corso specifico in medicina e ambiente.
  • Partecipare ad incontri su temi specifici, su richiesta di organizzazioni o scuole
  • Proseguire nella collaborazione, interrotta per l’emergenza COVID, con l’ APPA ed il Dipartimento di Prevenzione, altre che con altre Istituzioni, per implementare uno studio sull’ impatto dei fitofarmaci sulla salute con particolare riferimento alla coltivazione di mele in Val di Non.
  • Organizzare e formare una rete di medici sentinella in un ambito territoriale, in grado di rilevare e segnalare situazioni cliniche che potrebbero essere in relazioni a  specifiche  situazioni locali.
  • Intervenire e collaborare con le istituzioni preposte per analizzare problematiche ambientali con impatto sulla salute, segnalate dai colleghi.

Il programma è abbastanza ambizioso ma conto sulla collaborazione di esperti della Associazione Medici per l’ Ambiente (ISDE), che già hanno dato un prezioso contributo anche nella precedente consiliatura,  e sulla partecipazione di un nostro iscritto che lavora a Londra ed ha una  grande esperienza in merito : il prof. Giovanni Leonardi MD MSc FFPH Head, Environmental Epidemiology Group, Chemical and Environmental Effects. Department Centre for Radiation, Chemical, and Environmental Hazards. Public Health England.

Coloro, che armati da buona volontà e consci che è necessario conoscere ( e migliorare) rapidamente la situazione del nostro ambiente per prevenire alcune malattie e ridurre il ripetersi di altre future epidemie, desiderano   collaborare su specifici programmi, possono inviare una mail a : ambiente@ordinemedicitn.it.

Cordiali saluti

 

Dr. Paolo Bortolotti